Spesso si pensa a queste operazioni come qualcosa di non troppo dispendioso, alle volte addirittura obbligatorio, senza saper bene gli annessi e i connessi.
PROPRIETA’ DELLA TOMBA
A volte manca proprio l’informazione esatta sulla proprietà del loculo o della tomba di famiglia. Davvero la maggioranza delle persone non ne ha un’idea.
Un tempo le famiglie si preoccupavano di portarsi avanti comprando un loculo per i componenti della famiglia, ma gli anni passano, succedono le generazioni e si passa ‘a voce ‘ di chi sia la proprietà. Magari qualcuno si intesta il pagamento della luce votiva e così negli anni si pensa che a questa persona appartenga la ‘proprietà’ o più corretto dire la ‘concessione’ della tomba o dei/del loculo.
Già qui si precisa che la proprietà passa in successione a tutti i figli e ai figli dei figli, indipendentemente da chi si prenda la responsabilità del pagamento della luce votiva. Spesso già con queste informazioni molti scoprono di avere dei diritti di cui non sapevano nulla.
Il diritto in primis è certamente per tutti i figli e dai loro coniugi al momento della propria dipartita di entrare come feretro, ceneri oppure ossa raccolte da esumazione.
Altre volte invece, si pensa di averne la cointestazione, ma non è così. Questo avviene quando, al momento dell’acquisto viene registrato un solo intestatario. Per esempio: muore il padre di 4 fratelli, tutti pagano, ma al momento dell’acquisto viene registrato un solo intestatario. La famiglia non ci pensa. Dentro c’è il padre, quindi si ritiene che sia di tutti. Invece è del solo intestatario e andrà solo ai suoi figli in successione.
Quindi anche oggi, in fase di acquisto di un loculo, vi incoraggio a prestare attenzione a queste informazioni.
POSTI PER LOCULO
Un altro fattore che spesso si ignora è che nelle tombe e nei loculi c’è posto per più di una persona. Infatti oltre la salma, in base ai regolamenti interni dei gestori, possono trovare posto fino ad altre 4 urne cinerarie, o cassettine di ossa per un solo loculo. La sfida sta nello sfruttare lo spazio magari acquistando urne o cassettine di forma più adatta a poter trovare posto in un loculo forse già un poco affollato.
Fin qui abbiamo capito che non sempre così prioritario fare spazio. Questo anche se abbiamo cari che non ci promettono di rimanere ancora parecchi anni con noi, per via dell’età avanzata o per gravi problemi di salute.
CHI PU0’ DECIDERE DI LIBERARE UN LOCULO
A questo punto pensiamo comunque che sia una buona idea e un buon momento per liberare uno o più loculi visti gli anni ormai passati (40 almeno per legge) dagli occupanti. Possiamo chiedere al gestore del cimitero che probabilità ci possa essere che il corpo si sia consumato. Dobbiamo sapere infatti che, molto più frequentemente di quanto si possa pensare, quando si toglie un corpo morto anche da oltre 70 anni non è affatto consumato e asciutto. Quindi la scelta quasi obbligatoria a questo punto è la cremazione di tali resti. Dobbiamo però sapere che c’è anche la possibilità di inumarli, ovvero andare a terra.
Da cosa può dipendere la scelta? Quali fattori devo tenere presenti?
SCEGLIERE LA CREMAZIONE DEI RESTI MORTALI
Iniziamo a considerare la differenza primaria.
Siccome la cremazione è una scelta irreversibile, in questo caso occorre individuare tutti i parenti in vita dello stesso grado di parentela. Ad esempio: tutti i figli in vita, oppure, nel caso di un uomo morto celibe e senza figli, tutti i nipoti in vita ovunque si trovino in Italia e nel mondo. Questi ci devono firmare una “dichiarazione sostitutiva all’atto di notorietà” e darci copia del proprio documento di identità per avvalorare la loro approvazione e comprovare la propria firma.
Occorre anche dichiarare in partenza la destinazione delle ceneri prima di procedere a qualsiasi operazione.
In caso decidiamo per la dispersione o l’affido, ci sarà un ulteriore giro di documentazione da presentare con firme di parenti e documenti di identità e convincere, dopo questo carosello, le autorità che queste erano le volontà del nostro caro. Sì perché fanno sempre fede le volontà dell’estinto. Occorre essere attenti a quanto si dichiara.
DECIDERE DI INUMARE
Quando non è possibile reperire tutta questa documentazione, essendo non irreversibile, si può scegliere di sistemare il proprio caro a terra. Quasi sempre sarà ancora una sistemazione momentanea perché, in base ai regolamenti dei gestori locali, dopo alcuni anni sarà necessario procedere al recupero dei resti mortali ossei e decidere quale sistemazione troveranno. Le possibilità saranno: nel loculo di provenienza, nell’ossario comprato per le stesse, ossario comunale e cremazione.
C’è da sottolineare che esistono ancora cimiteri in zone fortemente depopolate in cui non esiste proprio la necessità di liberare il terreno, qui si può decidere di porre una definitiva lapide a scelta della famiglia.
VOGLIAMO PARLARE DI COSTI?
Purtroppo questi possono davvero sorprenderci. Non si scappa, in questo caso non ci sono sconti per nessuno!
Intanto molti cimiteri (ogni caso è a sé) decidono di riscuotere una quota di diritti. Spesso si tratta di una vera e propria tassa. Sono comprese le spese dello smaltimento dei rifiuti risultanti da tali operazioni e a volte anche il costo degli operatori, altre volte gli operatori saranno da pagare a parte.
Così senza avere ancora mosso un sasso, potremmo trovarci già ben oltre 200,00€ da pagare. Dopodiché, se il cimitero di riferimento ha deciso che queste erano solo i diritti dello stesso, dobbiamo provvedere al pagamento dell’operatore che procederà ad abbattere il muro che si trova dietro alla lapide, fare uscire e aprire il feretro e raccogliere i resti mortali. Che prezzo avrà tale operazione? Già ben pagata in partenza, il prezzo aumenta in base alle difficoltà di tale operazione che ogni volta saranno da valutare. Ad esempio l’altezza del loculo può richiedere altro personale in soccorso e uso di macchinari elevatori.
Cos’altro devo considerare?
Se i resti mortali non sono consumati, e devono essere portati in cremazione, occorre provvedere al materiale che ci permetterà il trasporto di questi resti, scongiurando perdite di liquidi che sono perseguite per legge. Ecco che anche questo materiale avrà un suo prezzo. Deve avere la conformità di legge, rispondere a precise caratteristiche ed è composto da un cofano in cellulosa, un materassino o materiale a forte assorbenza, e un ulteriore telo barriera con chiusura ermetica.
Poi ci sono le tasse di trasporto e le marche da bollo che occorrono per avere i permessi per poter ‘partire’ dal cimitero per recarsi al crematorio. Vi avviso che di recente ho scoperto che alcuni comuni d’Italia vogliono anche i diritti o tasse di trasporto come transito su tale territorio comunale, o come arrivo a tale comune per le operazioni di cremazione. Per fortuna nel nostro territorio più prossimo ancora parliamo delle sole tasse di trasporto in partenza.
La cremazione ha certo i suoi costi. Si aggirano sui 500,00€ circa per i resti mortali, qualcosina meno di un feretro integro.
C’è poi l’agenzia di onoranze funebri che dovrà essere remunerata per il personale usato per i giri per uffici per ottenere i vari permessi, gli operatori che impiegheranno il loro tempo per andare ai cimiteri, provvedere i materiali richiesti, attendere le operazioni degli addetti nei cimiteri, portare al crematorio i resti mortali, ritirare le ceneri e, infine, tornare al cimitero per la consegna delle stesse.
Abbiamo finito con i costi?
Forse sì, o forse ci sarà una lapide da fare.