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Storia di un cofano in abete

Storia di un cofano in abete

Tutto inizia in montagna, dove l’abete cresce lentamente, stagione dopo stagione, esposto al sole, al freddo, alla neve e al silenzio dei boschi.

È un albero dritto, essenziale, che non cerca di imporsi ma di resistere. Proprio per questa sua natura viene scelto. L’abete rappresenta la semplicità e il rispetto dei cicli naturali.

Quando l’albero ha raggiunto la maturità, viene abbattuto secondo criteri controllati, spesso all’interno di foreste gestite, dove ogni taglio è pensato come parte di un equilibrio più ampio.

Il legno viene trasportato in segheria, dove i tronchi grezzi si trasformano in tavole chiare e leggere, ancora profumate di resina. È qui che il cofano comincia a prendere forma. Le tavole vengono selezionate, tagliate e assemblate da mani esperte. Nulla è lasciato al caso: ogni incastro deve essere solido, ogni superficie liscia.

L’abete, pur essendo un legno tenero, richiede attenzione e rispetto, perché la sua bellezza sta proprio nella naturalezza. Il cofano viene poi rifinito con vernici leggere o trattamenti naturali, pensati per proteggere il legno senza alterarne l’aspetto. All’interno, un rivestimento semplice accompagna la struttura, completando un oggetto che non nasce per esibire, ma per custodire.

Così, da un albero cresciuto nel silenzio, nasce un cofano funebre in abete: essenziale, sobrio, discreto. Un involucro che racconta una storia di natura, lavoro artigianale e rispetto. Un ritorno alla terra che avviene con la stessa semplicità con cui tutto ha avuto inizio.

Il cofano funebre in abete rappresenta una scelta discreta, naturale e accessibile, capace di unire rispetto, semplicità e attenzione all’ambiente.

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